Omicidio Anna Politkovskaja, la Corte suprema: processo da rifare
La corte Suprema Russa ha annunciato oggi l’apertura di un nuovo processo per l’omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa nell’ascensore di casa il 7 ottobre 2006.
Il 5 maggio 2009 Vera Politkovskaja, figlia di Anna, fu invitata a Milano in occasione della piantumazione di un albero dedicato alla madre nel “Giardino dei Giusti” di Milano.
Conservo un ricordo vivido dell’espressione del suo viso, quando le domandammo che cosa pensasse della sentenza del tribunale militare che, il 19 febbraio 2009, assolse i quattro imputati presunti esecutori dell’omicidio della madre.
Con la pacatezza che la contraddistingue e gli occhi vigili di chi ha scelto di non arrendersi, lei rispose: “Un giorno Anna mi disse: - Se qualcuno attenterà alla mia vita, questo qualcuno siede sen’altro al Cremlino-”.
Dopo l’esito del processo, in molti le consigliarono di rinunciare all’idea che giustizia potesse essere fatta. Lei non raccolse l’invito,
nonostante il desolante panorama politico e sociale della Russia contemporanea, nonostante la repressione della libertà di stampa e
parola, nonostante le continue violazioni dei diritti umani da parte del governo antidemocratico. In una parola, nonostante Putin.
Confida qualche debole speranza in Medvedev, che qualche, seppur claudicante, passo in avanti sembra averlo fatto.
Confida soprattutto nell’inaspettata e sorprendente rete di singole persone, enti e associazioni, che con lei stanno combattendo la battaglia perché giustizia sia fatta.
“Nadezhda nikogda ne umiraet” (La Speranza non muore mai). Con queste parole, Vera concluse quel giorno la sua testimonianza.
Per noi, come per Vera, Nadezhda nikogda ne umiraet.
Con quegli stessi occhi vigili di chi ha scelto di non arrendersi, attendiamo l’apertura del nuovo processo. Un po’ come un bambino che
aspetta il Natale con impazienza. Di fronte a quest’ennesima possibilità di riscatto per il corrotto sistema giudiziario russo, la
nostra speranza è che nel pacco ci sia finalmente il regalo atteso.
Giustizia. E’ questo che chiede Vera e chiediamo noi.
Anna Agliati
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commenti
Giustizia s'è desta
La decisione da parte della Corte Suprema russa in merito al respingimento dell'assoluzione dei tre sospettati di aver materialmente ucciso Anna è indubbiamente un gesto importante e di altissimo valore.
Innanzitutto, diniega in toto il giudizio formulato lo scorso febbraio, secondo il quale nessuno degli imputati avrebbe de facto premuto il grilletto contro una delle pochissime voci libere presenti oggi nella Federazione Russa.
L'annullamento della sentenza permetterà -si spera- un rifacimento del processo più serio ed indipendente, fornendo alla giustizia russa la possibilità di dimostrare alla comunità internazionale di essere veramente indipendente, come finora tanto dichiarato ma mai dimostrato.
Infine, la riapertura dell'iter giudiziario potrebbe consentire anche una riflessione sulla natura dei mandanti dell'omicidio, finora ignoti malgrado i chiari, legittimi sospetti.
Faccenda spinosa che con tutta probabilità non avrà risposta. Ma, per lo meno, consentirà all'opinione pubblica russa di riflettere a riguardo, e a quella occidentale di insistere con maggior vigore e coraggio nel monitorarne gli sviluppi. Ed infine, giustizia potrebbe davvero essere fatta, laddove finora se n'è vista davvero poca.
Matteo Cazzulani
La Corte Suprema russa ha
La Corte Suprema russa ha respinto la sentenza di assoluzione per i tre presunti killer della giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006.
La Corte ordina così un nuovo processo e ribalta la decisione dei giudici del febbraio scorso.
Si dispone dunque un nuovo iter giudiziario per dare un volto e un nome a chi uccise quasi tre anni fa la cronista russa, nota in tutto il mondo per essersi opposta con forza ai soprusi dell'esercito russo compiuti durante la guerra in Cecenia e per non aver mai nascosto la sua opposizione nei confronti di Vladimir Putin.
si ricomincia!
E per noi è tempo di ricominciare a mobilitarsi, chiedendo ancora una volta a gran voce che il processo venga svolto in modo serio e coscienzioso senza burattinai di sorta. Forse sarà il caso di ricominciare a tempestare la Procura Generale, il Presidente, l'Ambasciatore a Roma e tutto il cucuzzaro di lettere per chiedere tutto ciò!
hlv
Massimo Ceresa
Gent/le Ass. AnnaViva...
Gent/le Ass. AnnaViva... sono uno che segue un po' le vicende della Russia e in particolare ho seguito il processo a Anna Politkovskaja. Vi scrivo a proposito dei vostri commenti sulla recente decisione della Corte Suprema russa di annullare il verdetto della giuria popolare nel processo sull'omicidio di Anna conclusosi il 19 febbario scorso con una assoluzione.
Mi spiace deludervi, ma temo che la vostra euforia per la decisione della Corte Suprema sia mal riposta. Innanzitutto è sicuro che
nessuno dei tre imputatti assolti ha "sparato il grilletto" contro Anna, perché Ibrahim e Dzabrail Machmudov erano accusati di aver acompagnato il loro terzo fratello Rustam ad uccidere la giornalista, e non di averla uccisa. Faccio notare che Rustam, il "presunto" assasino (non c'è nessuna prova diretta contro di lui) non era "nemmeno imputato" nel processo. Il terzo imputato, e cioè l'ex poliziotto Sergej Chadzikurbanov, è accusato di aver organizzato l'omicidio.
La giuria popolare ha assolto i tre imputati perché il castello accusatorio dei due procuratori Safina e Paskovskaja non aveva capo né coda. Come prova avevano in sostanza solo i tabulati delle telefonate dei due fratelli Machmudov. Il fatto che i due Machmudov si trovassero vicino alla casa della grande giornalista russa il giorno dell'omicidio non significa che siano stati effettivamente loro a
commettere il crimine. In Russia tutti conoscono il classico schema dei "cerchi concentrici": chi organizza un omicidio incarica con una scusa qualsiasi il primo morto di fame (e a Mosca ce ne sono parechi) di seguire la vittima pagando due soldi; in questo modo incasina le ricerche degli organi inquirenti. Si sa che la Politkovskaja è stata seguita nei giorni precedenti da più di un gruppo di persone, il capo redattore Muratov lo ha dichiarato più volte. In effetti fa un po' ridere a pensarci bene: tre uomini vanno ad uccidere la giornalista più famosa della Russia, nel giorno di compleanno dello zar di Russia, e si mettono a telefonarsi come se andassero a una festa! Due, tre, quattro telefonate! Suvvia, ad uccidere Anna sono stati dei proffessionisti, non deliquenti da due soldi qualsiasi! Comunque sia il problema di accusa e giudice, Evgenij Zubov, è stato che il processo si è dovuto tenere a porte aperte (non so se sapete
che un giurato all'inizio del processo ha rilasciato una intervista a Echo di Mosca smentendo che la giuria avesse paura del pubblico, questa era stata la scusa di Zubov per far tenere le porte chiuse). Quindi Zubov è stato costretto a riaprire il processo alla stampa. Di conseguenza accusa, cioè i procuratori, e Giudice non hanno potuto giocare sporco come fanno di solito nei processi in Russia (figuriamoci che in questo caso si tratta di un tribunale militare) e di conseguenza si è avuto un confronto tra accusa e difesa più equilibrato, e non a caso la giuria ha assolto gli imputati per mancanza di prove. Gli stessi figli della Politkovskaja hanno detto che per loro la innocenza dei Machmudov e di Chadzikurbanov non è provata, ma che il verdetto dei giurati è giusto. Stessa reazione della
Moskalenko, il loro avvocato. Adesso però la Corte Suprema ha annulato questa sentenza. Cosa significa? Non che si farà un "nuovo" processo, ma che si "rifarà" lo stesso processo! E vedrete che sarà sicuramente a porte chiuse, i giurati verranno lavorati ben bene e i tre imputati questa volta verranno condannati! E amen! Così si avrà in Russia un modo per dire: "Ecco, vedete voi occidentali, abbiamo dei colpevoli!!!". Peccato però che non ci sia il killer, non ci sia il mandante, non ci sia un movente vero e concreto, e in generale l'indagine facia acqua da tutte le parti! E' per questo motivo che la Moskalenko ha detto e ridetto che l'unica cosa che si deve fare è rimprendere le indagini e mettersi a cercare per davvero! Scusate se mi sono dilungato!
Saluti!
Nicola
Gentilissimo Dott.
Gentilissimo Dott. Nicola,
Innanzitutto La ringrazio per averci scritto e comunicato la sua opinione sui fatti. Gesto che grazie al cielo è possibile qui in occidente, diversamente che nella Russia di oggi.
Anche noi siamo perfettamente consci della triste situazione in cui versa la giustizia russa, purtroppo non solo per quanto riguarda il
processo Politkovskaja. E anche noi, ahimé, abbiamo in realtà poca fiducia nel fatto che presto si possa avere un processo equo,
indipendente e serio.
Tuttavia, credo che non si possa ignorare il fatto che la Corte d'appello abbia letteralmente sfiduciato il verdetto della corte militare, che aveva assolto i tre sospettati esecutori dell'esecuzione -è di questo che si tratta- di Anna. E, mi consenta, il constatare come la macchina giudiziaria russa si contraddica da sola non può non essere visto per lo meno con un barlume di timido ottimismo, nella
speranza che la vicenda possa andare un poco meglio rispetto ad ora.
AnnaViva è impegnata quotidianamente nel denunciare i crimini e le malefatte del regime del Cremlino, ma accanto a ciò vuole mantenere la speranza che la Russia possa, presto o tardi, maturare e diventare finalmente uno Stato serio, rispettoso dei diritti umani e civili all'interno del suo territorio.
Battaglia ardua e scenario lontanissimo, lo so bene. Ma nemmeno i miei genitori al momento della mia nascita avrebbero mai scommesso un centesimo -allora una lira- sulla possibilità che solo cinque anni più tardi il Muro di Berlino sarebbe crollato, e che dopo altri quindici
anni i Paesi dell'Europa Centrale -finalmente liberi dal comunismo- sarebbero entrati nell'Europa Unita e nella NATO.
In conclusione, desidero rinnovarLe il ringrziamento per averci contattato e per averci inviato il Suo contributo. Sulla questione La
ritengo già molto preparata, tuttavia mi permetta in amicizia di consigliarLe come lettura dell'estate il libro di Andrea Riscassi "Anna è Viva". Lì troverà ulteriori spunti e notizie che potranno ulteriormente arricchire la Sua già ben ricca conoscenza sulla questione legata alla vita -e, purtroppo, anche alla morte- della povera Anna.
Colgo l'occasione anche per porgerLe a nome di tutta AnnaViva la nostra simpatia ed i nostri più,
Cordiali Saluti
Matteo Cazzulani