Psichiatria punitiva sta tornando. Manifestazione in difesa di Jiulia Privedennaja a Mosca.
Il 22 gennaio a Mosca in Chistoprudny Boulevard si e' tenuta la manifestazione a sostegno di Jiulia Privedennaja organizzato dalla OGF e altri attivisti per la difesa dei diritti umani. Questa notizia e' stata comunicata dal corrispondente di kasparov.ru sul posto.
Oltre 20 persone si sono radunate presso il monumento Griboedov con dei cartelli 'NO alla psichiatria punitiva ","Libertà per Jiulia Privedennaja"," Libertà per i prigionieri politici ".
I manifestanti cantavano gli slogan stesso e distribuivano volantini con il titolo "La psichiatria punitiva rinasce" nei quali raccontano il caso della attivista e la falsificazione dell'accusa.
Ricordiamo che il 15 gennaio, i giudici della Corte Suprema nonostante i risultati delle valutazioni indipendenti, hanno confermato la decisione del tribunale regionale di Mosca il quale ha deciso di sottoporre Julia all'esame psichiatrico.
Julia e' stata arrestata il 22 maggio 2008 sospettata per il caso di un'associazione pubblica "F.A.K.E.L.-P.O.R.T.O.S." e per due mesi é stata detenuta nel carcere Lyuberetskiy e nel carcere di Kolomna senza nessun ordine da parte del giudice per l'arresto. Il 10 novembre 2008 la corte regionale di Mosca ha deciso rimandare il caso in procura perché fra i documenti non c'era l'ordine di avviare un procedimento penale. Il 10 febbraio 2009 di nuovo giudice ha iniziato a seguire questo caso.
L'indagine è stata bloccata e l'accusa é incapace di fornire la prova della colpevolezza, il pubblico ministero ha insistito sull'esigenza di fare l'esame psichiatrico presso l'ospedale, considerando questi risultati la Corte ha deciso che la Privedenaja deve essere ricoverata presso l'ospedale Serbskij per sottoporsi ad un esame psichiatrico con un ricovero di 30 giorni.
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TUTTO COME AI VECCHI TEMPI SOVIETICI...
JULJA PRIVEDENNAJA, ATTIVISTA DEI DIRITTI UMANI. RISCHIA IN RUSSIA DI ESSERE RINCHIUSA IN UN MANICOMIO
http://puntofermo.livejournal.com/64665.html
ESPLODE IN RUSSIA IL CASO DI JULJA PRIVEDENNAJA, ATTIVISTA DEL MOVIMENTO PER I DIRITTI UMANI ACCUSATA DI AVER ORGANIZZATO FORMAZIONI MILITARI. RISCHIA LA GALERA E L’INTERNAMENTO IN UN MANICOMIO. TUTTO COME AI VECCHI TEMPI SOVIETICI...
“Di quale riforma processuale si può parlare in Russia se ancora una volta il sistema della repressione resta lo strumento per combattere il dissenso?” è la domanda che circola in questo momento a Mosca mentre si discute del “caso di Julja Privedennaja”, la giovane attivista del movimento per i diritti umani che il tribunale vorrebbe far rinchiudere in un manicomio. Si parlerà di questo caso il 21 gennaio nella capitale della Russia nel corso di una conferenza stampa che vedrà la partecipazione di vari esponenti del movimento per i diritti umani. E’ annunciata la presenza di Sergej Kovalev.
L'INTERVISTA
in russia Julia privedennaJA – attivista del movimento per i diritti umani - rischia una condanna “al manicomio”...
risponde Carlo Benedetti
http://puntofermo.livejournal.com/65014.html
Tu conosci Julia e la sua vicenda. Ce ne puoi parlare?
“ Julia Privedennaja ha 35 anni ed è ingegnere. Vive a Mosca e la sua vicenda personale va raccontata dall’inizio per comprendere alcuni aspetti della società russa di oggi.
Julia, con alcuni amici, riunisce un gruppo di entusiasti che si dedicano alla propaganda di ideali umanistici. Nello stesso tempo tutti insieme si impegnano a realizzare, nella campagna russa, una fattoria. E così nasce la loro attività anche nel campo dell’etica e dello sviluppo di ideali che - secondo loro – dovrebbero contribuire a rafforzare l’unità e l’idea russa...”.
Quindi: una normale attività di impegno sociale. Una vera e propria organizzazione di volontariato come occasione per entrare veramente in contatto con la cultura e la popolazione...
“ Julia e il suo collettivo danno vita ad un modello comunitario di vita e lavoro, in contatto con culture diverse. I campi di questo volontariato sono i più diversi. Da una parte vi è una attività, spesso manuale, all'interno della comunità; dall'altra c’è la formazione di una cultura imperniata sui valori della solidarietà, della non violenza, della convivenza pacifica. Tutto questo in un quadro che punta ad affermare la responsabilità storica dell’intellighentsija”
Quali i punti e i temi di riferimento del movimento avviato da Julia?
“Tanti e tutti di diverso orientamento. Si va dalla gestione delle fattorie agricole allo studio dell’esperanto, dall’esame delle opere di Pitagora all’impegno sociale per lo sviluppo della Russia... Ma c’è anche un forte impegno nei confronti della realtà dei diritti umani. Julia e i suoi compagni scendono in campo per combattere i soprusi che - a loro parere – si verificano in questa fase post-sovietica”.
E’ forse questa ultima “attività” che pone il movimento in dissenso con il Cremlino di oggi?
“Il punto è proprio questo. Julia è stata arrestata e messa in carcere per le sue idee. L’hanno accusata di dare vita a formazioni militari... Ed ora la nuova accusa è di essere psichicamente malata. C’è una manovra in atto per rinchiuderla in un manicomio. E’ una vecchia pratica del sistema sovietico che cos’ cercava di combattere il dissenso”.